venerdì 2 ottobre 2015

ESERCIZIO FISICO SI, MA MODERATO!

Salve,
non sarebbe bello se tutti potessimo andare a lavorare a piedi o in bicicletta?
In realtà è quello che facevano i nostri nonni/bisnonni quando le macchine erano di pochi eletti..
E' ormai appurato che fare esercizio fisico fa bene alla salute, ma quanto esercizio?
Da recenti lavori pubblicati sembra che basti 25-30 minuti al giorno di esercizio fisico moderato per avere attivati geni che attivano i nostri enzimi detosificanti (esempio quello per la SuperOssidoDismutasi),
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18191748
nell'articolo si parla di 150 minuti alla settimana di esercizio fisico moderato (cioè un esercizio che si riesce a fare anche parlando)
per cui una bella passeggiata o un giretto in bici (magari per andare a lavorare) ci potrebbe bastare per rimanere in forma senza bisogno di stressarsi per andare a fare palestra....
per coloro che invece devono andare al lavoro in macchina o altro mezzo possono fare 90 minuti alla settimana di attività fisica intensa (magari facendo 2 sedute in piscina)!

mercoledì 2 settembre 2015

UNA GIORNATA ALL'EXPO ..vale la pena?

Oggi vi parlerò della mia esperienza all'Expo di un giorno a fine Giugno (Domenica). Premetto che sono andato per un convegno sull'alimentazione organizzato dall'Ordine N.Biologi al Padiglione Italia ... Arrivo alle 10,00 nel piazzale della stazione che è collegato all'ingresso, peccato che c'era già una bella fila in quanto dovevano ancora aprire...quindi 15 minuti sotto il sole cocente ad aspettare..per fortuna che quando si entra il Decumano (via centrale) è coperta dall'ombra.

 

Il Padiglione Italia è in fondo alla via così per raggiungerlo ho visto ad occhio tutti i padiglioni...mi sembrava di stare alla Festa dell'Unità !! Peccato che di cibo se ne vedesse poco..solo Salumi e Ortaggi di plastica lungo la via (vedi foto sotto). Mi prendo un caffè fatto con chicchi tostati al Padiglione Etiope (costo 1 euro) che è vicino allo stand di Illy (allo stesso prezzo vende un caffè decisamente migliore). Lungo il percorso il padiglione Ecuador è quello che mi colpsce di più per i colori che ha! Interessante la parete con le graminacee che crescono lungo il  padiglione Israele..bruttino invece l'albero della vita (ultima foto), magari di notte ha un effetto più bello!. Sconfortato dalle lunghe code al padiglione del Giappone che mi interessava visitare ho visitato quello della Russia, della Spagna, della Romania e Corea senza trovare cose molto interessanti..mi sembra che siano stati "addobbati" più per una visita scolastica che per visitatori che passano velocemente..invece altri padiglioni sono molto coreografici (Usa e Svizzera)..però per quanto riguarda l'argomento alimentazione non c'è niente che attiri la mia attenzione (al padiglione zero fanno vedere a dei bambini come si fà la pasta..magari fossi un bambino, mi divertirei di sicuro).





  Quando vedo in fondo al decumano il grande edifico di McDonalds tutto mi è chiaro..non solo all'Expo, ma alla Festa dell'Unità di Bologna in via Stalingrado (dove c'è un "comodo McDrive") e allora decido di andare alla Coop (però quella del futuro, con le spiegazioni digitali dei cibi...magari avessimo il tempo per leggerele quando facciamo la spesa!!) per prendere una birra  Poretti a 0,89 centesimi..consigliatissima!
Dato che ormai mi sento a casa, pranzo con la pizza da Alce Nero (che è anche in centro a Bologna) pagando 10 euro per una pomodoro e origano.
Dopo vado al convegno e per fortuna ci sono le fontane con acqua potabile (liscia e gassata) lungo il percorso (che sarebbe bello avere in tutte le città)..mentre gli alberi di ferro con le alghe che liberano ossigeno spero non diventeranno gli alberi del futuro.
In conclusione posso dire che è stata una giornata interessante, però non diciamo che l'Expo sta dando un contributo all'umanità per quanto riguarda il problema della malnutrizione (obesità e fame)..
sta solo facendo GIRARE L'ECONOMIA!
Buona gita!

martedì 18 agosto 2015

RISO ROSSO FERMENTATO


Buone vacanze a tutti quelli che sono in vacanza..per me purtroppo la vacanza è già terminata. 

Oggi vi voglio parlare di un alimento presente in molti integratori alimentari, il RISO ROSSO FERMENTATO.  Alimento introdotto in Cina più di 3000 anni fa e successivamente riconosciuto dalla farmacopea cinese come alimento in grado di portare benessere nell’uomo. Questo alimento si ottiene per fermentazione del riso grazie al fungo Monascus purpureus, utilizzato in Cina anche per la produzione del  vino cinese. Il fungo fermenta i carboidrati presenti nel riso e produce dei pigmenti (es.  rubropunctamina) che danno la tipica colorazione rossa al riso fermentato.
 

Nella fermentazione si produce anche la STATINA NATURALE MONACOLINA K. La Monacolina è conosciuta dagli anni 80 per la capacità di inibire un enzima a monte del ciclo di produzione del COLESTEROLO ENDOGENO .

Diversi studi su pazienti con dislipidemia hanno confermato che il riso rosso fermentato in 2 mesi può ridurre dal 20 al 35% il colesterolo totale, le LDL e i trigliceridi. Per cui sembra essere consigliata l’assunzione del riso rosso per pazienti con elevato livello di colesterolo cattivo (NON da usare però in combinazione con le statine assunte come medicinale).

Negli integratori il dosaggio massimo consentito è di 3 mg di Monacolina per dose giornaliera presente nell’integratore. Infatti bisogna tenere conto che il risso rosso oltre la Monacolina ha al suo interno altre molecole, per cui è meglio evitare dosi massicce per non manifestare possibili effetti collaterali.

Comunque studi clinici hanno dimostrato la sicurezza del prodotto nell’uomo assunto anche a quantità di 6 mg/giorno per 6 mesi. Per cui consiglierei per persone con elevato livello di colesterolo l’assunzione di questi integratori (scelti con l’aiuto di un biologo nutrizionista) piuttosto che di Statine (che il medico vorrà darvi)!

Infine concludo dicendo che recenti studi stanno dimostrando l’efficacia degli estratti di riso rosso nell’inibire la proliferazione di cellule tumorali in vitro, in particolare quelle del colon e della prostata.

domenica 19 luglio 2015

IL TARASSACO

Il tarassaco è un fiore che avrete visto mille volte e spesso ci avrete giocato da bimbi. Infatti il suo fiore giallo (o meglio tanti fiori gialli perché un fiore composito come le margherite della famiglia delle Asteracee) non passa inosservato. Inoltre quando il fiore si trasforma in semi forma un caratteristico  pallone bianco che se ci si soffia distribuisce i vari semi nell’aria. 


Da qui il secondo nome di Soffione. Ha elevate proprietà diuretiche se assunto come tisana (terapia a base di foglie) e prende per questo il nome anche di “Piscialletto”. 





E’ indicato per cure depurative nel trattamento di disturbi digestivi e  di epatopatie. Infatti ha proprietà disintossicanti.
Inoltre è stato osservato avere effetto IPOCOLESTEROLEMIZZANTE, per cui indicato per chi ha valore di colesterolo elevato:
Lasciare in ammollo 1-2 cucchiani da caffè di foglie da tisana per tazza di acqua calda  bollente e aspettare per 15’. Assumere per 4-6 settiamane mattina e sera e poi vedere se ci sono miglioramenti.


Per quanto riguarda il suo uso come anti-tumorale non ci sono stati finora molti studi però alcune pubblicazioni dimostrano che il suo estratto (in particolare quello della radice) può indurre morte in cellule tumorali del cancro della mammella, della prostata e del pancreas:
1) Evaluation of aqueous extracts of Taraxacum officinale on growth and invasion of  breast and prostate cancer cells; di Sigstedt SC et altri, pubblicato nella rivista  International  Journal of  Oncology nel. 2008 
2) Elective induction of apoptosis and autophagy through treatment with dandelion
root extract in human pancreatic cancer cells. di Ovadje pubblicato nella prestigiosa rivista Pancreas nel 2012 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18425335). 
Un altro buon motivo per usarlo.

venerdì 19 giugno 2015

GLIFOSATE E CANCRO

oggi vi voglio parlare del GLIOFOSATE, un prodotto chimico utilizzato come innocuo erbicida in Italia come in molti paesi del Mondo.
Da poco è uscito un lavoro nella prestigiosa rivista LANCET ONCOLOGY in cui si riassumo le caratteritiche di alcuni insetticidi/erbicidi utilizzati in agricoltura, tra cui il GLIFOSATE. 
E' interessante notare nell'articolo la descrizione del gliofosate  di indurre diversi tipi di tumori nel topo e nel ratto, di avere proprietà mutagene ed essere un possibile CANCEROGENO per L'UOMO.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25801782
Questo articolo ha aperto enormi discussioni nel campo scientifico data l'importanza economica del prodotto e della Ditta che lo produce e diversi scienziato stanno provando a screditare chi ha scritto l'articolo.
Peccato che l'articolo riporti  studi fatti da molti scienziati in cui, come ho già detto, è dimostrato che negli animali da laboratorio il glifosate induce tumore renale, tumore della pelle e l'adenoma pancreatico. Certo che nell'uomo non è stato dimostrato un effetto diretto di induzione del tumore ma per quale prodotto chimico si ha questa evidenza diretta? Non mi sembra un buon motivo questo per continuare ad usare il prodotto in rande quantità come avviene ad oggi!
E' anche dimostrato che nelle urine degli agricolturi che lo usano si può rilevare e quindi consiglierei a quei agricoltori che lo usano tranquillamente di stare attenti e tornare alla vecchia falce per togliere le erbacce.
Stessa cosa vale per i Sindaci che potrebbero far lavorare un pò di più i dipendenti comunali ..che magari sono anche contenti che gli risparmiano fatica ma non so se è meglio ripoasare oggi per avere un tumore domani!!
Quella in basso è una foto del 2010 fatta per le strade di Arcevia in cui è evidente l'uso del noto erbicida; da poco (2015) il Sindaco ha dichiarato che non verrà più usato..che dite, 5 anni possono bastare per aver contaminato la zona? Secondo me si....

mercoledì 27 maggio 2015

STEVIA

Oggi vi voglio parlare in un possibile prodotto da usare al posto dello zucchero. In quanto è assodato che un uso massiccio di zucchero è dannoso perchè può indurre lo sviluppo di malattie metaboliche quali l'obesità.Per questo motivo può essere utile usare dolcificanti alternativi allo zucchero se validi dal punto di vista nutrizionale.
La STEVIA è una pianta dal nome latino Stevia Rebaudiana Bertoni che appartiene alla famiglia delle Asteracee (quella delle margherite) e cresce nelle zone montuose delle Americhe (in particolare in Messico e Brasile) ma oramai diffusa anche in USA, Giappone, Cina e Malesia.

Le foglie sono ricche di glucosidi terpenici tra cui il STEVIOSIDE  che è la molecola che conferisce la PROPRIETA' DOLCIFICANTE (300 volte maggiore rispetto a quella del saccarosio). Questa molecola viene generalmente estratta dalla pianta mediante l'impiego di solventi (come il cloroformio) ma nel 2007 è stato messo a punto da Pol et al. un metodo che prevede l'impiego della sola acqua bollente sotto pressione (detto METODO VERDE).
Dal 1995 la Stevia è entrata nel mercato mondiale come "complemento alimentare" (in aggiunta ad alimenti come le caramelle, gelati...) e come dolcificante (edulcorante) dal 2012. Il suo impiego commerciale è stato ritardato per motivi commerciali ma anche per la presenza di dubbi da parte della comunità scientifica sul suo impiego come estratto in quanto diversi esperimenti indicano una possibile tossicità degli estratti in modo chimico dalla Stevia.
La FAO e OMS ha stabilito in 2 mg/Kg di peso corporeo l'uso di estratto (circa 100 mg a persona). Comunque nei paesi delle Americhe l'uso delle foglie di Stevia è impiegato da millenni senza problemi, anzi, con ottimi risultati nel trattamento di pazienti diabetici.
Io guardo con attenzione questo prodotto il cui uso può essere un beneficio alla nostra salute..certo è che l'estrazione di tipo chimico mi lascia qualche dubbio sulla qualità del prodotto estratto!!

martedì 5 maggio 2015

OLIO DI PALMA


Dopo la trasmissione di Report
che ha parlato dello sfruttamento delle foreste Asiatiche per la coltivazione della pianta (palma da olio) da cui si ottiene l’olio di palma ho voluto scrivere questo post per fissare alcuni concetti.
La puntata ha messo in luce l’aspetto negativo della deforestazione e vedere i poveri Oranghi senza più habitat è straziante! Nell'immagine si vede (a Sinistra) come la foresta è sostituita dalle coltivazioni:
 
 
Ma cosa dire dell’habitat di molti mammiferi nella nostra Italia? La pianura padana era una foresta di milioni di ettari con orsi, cervi, linci, lupi…..ora non ne rimane che qualche ettaro di quell’immenso bosco! E senza la sua deforestazione probabilmente l’Italia non sarebbe un paese ricco…come si fa a dire alla Malesia e  Indonesia di non aumentare la superficie coltivabile di questa pianta che è il loro maggiore business?
L’olio di palma edibile è estratto dalla palma da olio originaria dell’ovest dell’Africa ma esportata in Asia e America da molti anni. In Asia  la Malesia e l' Indonesia commerciano  il 31% e 54% rispettivamente della produzione mondiale dell’olio da palma.

Studi epidemiologici che stabiliscono con precisione quali effetti può avere un elevato consumo di olio di palma raffinato non ce ne sono, comunque sappiamo che:
quest’olio è ricco di acidi grassi SATURI (50%) il cui principale grasso è l’acido PALMITICO. Questo grasso è presente anche nel latte materno ma diversi studi hanno messo in luce che un elevato consumo può indurre malattie cardiovascolari e tumori (prostata, mammella…).

 Nell’olio sono presenti anche dei grassi buoni come il MONOINSATURI (40%) e i POLIINSATURI (10%) con l’acido oleico e l’acido linoleico.
Sono presenti anche Fitonutrienti come il tocoferolo (Vitamina E) e carotenoidi (Vitamina A) che hanno un ruolo positivo per l’organismo ma il processo di raffinazione ne compromette la loro attività. Un altro processo chimico che peggiora la qualità dell’olio di palma dal punto di vista nutritivo  è quello di INTERESTERIFICAZIONE che viene speso usato per ottenere prodotti da utilizzare nell’industria alimentare.
Concludo dicendo che ulteriori studi dovranno essere effttuati per chiarire l'effetto sul'uomo di questo olio ma comunque si consiglia di leggere bene l'etichetta degli alimenti e limitare il consumo cei cibi che contengono questo olio a qualche volta nella settimana.